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Ruggine, o Missoni, o Pumpkin, insomma un nuovo poncho

 

Tempo fa mi hanno regalato alcuni gomitoli di questa lana Missoni, sui toni dell’arancio-ruggine. Non era molta, ma era molto bella, così ho cercato e trovato un filato simile sia nel tono del colore che nella qualità, e ho trovato della bella alpaca della Drops.

Avevo poi in archivo una fotografia recuperata credo da Pinterest, di un bellissmoponcho realizzato a legaccio e con una costruzione diversa dal solito. Le spiegazioni (poche) erano in spagnolo, ma più che quelle mi sono aiutata con le immagini e la deduzione logica.

E’ formato da due rombi, quelli realizzati con la lana missoni, si parte con circa 100 m. e si lavorano facendo una diminuzione tripla al centro. Proseguendo sempre in questo modo si arriva ad avere 3 m. alla fine. In seguito si riprendono le maglie sui due lati di uno dei due rombi, e si lavora sempre a legaccio fino ad ottenere un quadrato. A quel punto si unisce il secondo rombo (che va a formare il dietro) e il gioco è fatto.

Alla fine si raccolgono tutti i punti sullo scollo e si lavorano a maglia rasata facendo sempre una diminuzione tripla davanti e dietro. L’effetto finale è questo che vedete nelle foto.

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Poncho in cotone nato da una stola

Ricordate la stola beige lavorata a grana di riso? E’ diventata un poncho!

Eh sì, mi sono resa conto che alla fine le stole, gli scialli, non fanno per me, non li uso, rimangono inutilizzati nell’armadio ed è un peccato. Così anche questa l’ho disfata per metà e con il filato recuperato ho realizzato la seconda parte del poncho. Due rettangoli che si vanno ad unire.

Non avendo molto filato beige, l’avevo acquistato in saldo per fare qualcosa per Chiara, la mia nipotina, che poi aveva cambiato idea, ho recuperato del cotone marrone scuro che ci sta benissimo insieme, per allungare un po’ i due rettangoli. Essendo in cotone quindi adatto alla primavera o all’autunno non è importante che sia molto grande.

La lavorazione a grana di riso doppia mi piace molto, va via veloce e alla fine fa un bell’effetto.

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Il mio poncho blu

Pare che quest’anno siano molto di moda, e dato che a me stanno bene mi sto regalando molti ponchi. Questo è in lana merino baby blu, lavorato con i ferri no. 4, con una grande treccia solo sul davanti.

Lo scollo risulta a V per il modello, realizzato con due rettangoli della stessa misura e poi cuciti in mondo da formare il poncho. Per farlo si unisce un lato corto con uno lungo dell’altro pezzo, e viceversa.

Caldo al punto giusto, pronto per essere indossato sopra una semplice maglietta o camicia, ampio e comodo.

 

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Entrechat, un coprispalle delizioso

E’ il più famoso coprispalle del web, apparso in numerosi blog e siti che parlano di maglia. L’ha ideato Lisa Chemery, in arte Frogginette (su Raverly), ed è stato realizzato da molte appassionate knitter. Me compresa.
Mi piace così tanto che qui ne ho realizzati due, in due taglie diverse e con due colori differenti. E’ un modello adatto più ad una bimba che ad un maschietto, ma nulla vi vieta di farlo in colori adatti al vostro ometto, se ciò vi piace. Forse in quel caso non fate troppa arricciatura, come nel mio modello verde. In questo modo risulta un po’ più maschile.

Si realizza davvero in poco tempo, una giornata piovosa basta e avanza, e pretende poco filato, uno o due gomitoli a seconda della taglia. La costruzione è facile e divertente, si inizia dall’alto come un classico top-down, ma lavorando solo il dietro e le maniche. Chiuse queste, si riprendono i punti per lavorare anche i due davanti. La fascia lavorata è a punto bambù, ma potete sbizzarirvi con punti di vostra scelta.

Tecniche di lavorazione richieste: avvio maglie, maglia diritta, maglia rovescia, due tipi di aumenti, diminuzioni, ripresa delle maglie, gettati.

Se non avete tempo, o voglia, o capacità per realizzarlo da voi, lo trovate già fatto nel mio shop qui.

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Trasformazione di una stola

Tempo fa ho realizzato questa grande stola, utilizzando lane multicolor di diverse fantasie di colore. Cioè invece di usare sei gomitoli dello stesso bagno e di conseguenza insieme di colori, ne ho scelti sei differenti. Lavorandoli a caso uno dopo l’altro ne è uscita una stola variegata, che ricorda vagamente i lavori di Missoni dei primi tempi.

 

 

Mi sono accorta in seguito che era così grande, e lunga, che difficilmente l’avrei usata. Giaceva inutilizzata sul bracciolo della poltrona in salotto, dove faceva bella mostra di sé ma era assai inutile.
Un giorno ho pensato che avrei potuto trasformarla in qualcosa di più portabile, e coraggiosamente ne ho disfatto la metà, per poi lavorarla nuovamente per formare un poncho.

 

 

Ne è uscito un magnifico poncho portabilissimo, e sono molto contenta di questa trasformazione. Questo lo indosserò di sicuro, e dati i colori si abbinerà a qualunque capo indosserò per accompagnarlo.

Se a qualcuna interessa posso mandare le spiegazioni, molto semplici e divertenti da lavorare.

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Giallo limone per questo delizioso berrettino

 

E’ sempre di Phildar anche questo delizioso berrettino per neonato, nei colori bianco-ecru e giallo limone. Chiuso con due laccetti a formare delle “orecchie”, io lo trovo delizioso. La bella fascia a coste copre bene sia la fronte che le orecchie del piccolo, proteggendolo dal freddo.

E’ dato nelle taglie 3 mesi, 6 mesi, 12 mesi. Vi occorrono 1 gomitolo per colore e ferri no. 3.5
Campione: 23 m. x 30 righe a m.rasata = cm. 10 x 10

Montare 46 m. (50 m. / 52 m.) con il filato ecru e lavorare a coste 1/1 per 12 ferri. In seguito lavorare a m. rasata alternando due righe ecru e due righe giallo limone. A cm. 17 (cm. 18 / cm. 19) chiudere tutte le maglie.

Confezionare un secondo pezzo uguale, poi unirli diritto contro diritto e cucirli sui tre lati a m. rasata. Con un pezzetto di filato di altro colore realizzare due nastrini con cui chiudere i due lati formando le “orecchie”.

Qui trovate il pdf originale in francese con gli schemi che vi aiutano a comprendere.

 

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E se facessimo un turbante?

Un berretto a forma di turbante, molto femminile, è quello che vi propone Phildar, la casa di filati francese.

 

Per realizzarlo occorrono due gomitoli di lana e ferri no. 7. Consiglio comunque di fare prima un campione, sul modello è suggerito 11 m. x 22 righe a legaccio. Se usate ferri più piccoli e un altra lana, modificare il numero di maglie di conseguenza.

Realizzazione della parte alta:
montare 24 maglie e lavorare a legaccio per 20 cm., quindi chiudere tutte le maglie.

Realizzazione della banda:
montare 14 maglie e lavorare a legaccio per 22. In seguito mettere le prime 7 m. su un ferro provvisorio, e spostarle dietro al lavoro, lavorare le 7 m. seguenti, riportare davanti le 7 m. lasciate in sospeso prima e lavorarle, quindi continuare a lavorare a legaccio per altri 22 cm.

In pratica dovete fare uno scambio di maglie come quando si fa una treccia.

Arrivate a 44 cm. totali chiudere tutte le maglie.

Confezione:
chiudere la fascia così ottenuta in tondo, inserire un filo nel contorno della parte alta e cucirvi la fascia, cercando di arrotondare la parte alta.

Qui vi metto il pdf originale in francese, dove trovare lo schema della falsa traccia.

 

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Fascia per capelli con treccia

E’ di Francesca Caricato questa bella fascia per capelli con treccia centrale. Se cliccate sul suo nome arrivate nella sua pagina Raverly.

Sempre nella sua pagina potete scaricare le istruizioni gratuite per realizzarla. E’ molto sempice, lavorata a legaccio (tutti i ferri a diritto) con una bella e larga treccia centrale, che “tiene” la fascia impedendole di allargarsi troppo una volta indossata. Si sa che il legaccio tende a “lasciarsi” e fosse solo così in breve tempo si allargherebbe troppo.

E’ lavorata in piano, adatta quindi anche a chi non lavora alla continentale e non sa usare i ferri circolari. Con una bella lana grossa e ferri 4,5 o 5 la realizzerete in un attimo, e potrà essere anche un bel regalo per qualche vostra amica.

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Poncho

Avevo in archivio questa bella lana mista mohair grigia, morbida e calda e un po’ pelosetta, e non sapevo che farne. Circa 200 grammi, poco per farne un maglione, di stole e scialli ne ho già a sufficienza, così ho pensato di provare a farne un poncho..

 

Dato che la lana non era tantissima, mi sono usciti due quadrati, il che rendeva difficoltoso unirci per creare il poncho. Ho pensato quindi di fare comunque uno scalfo, per lo scollo.

Su uno dei sue quadrati ho chiuso ad un certo punto una trentina di maglie, proseguendo poi a lavorare sulle maglie restanti, prima di chiuderle tutte. Sulla parte che avrei messo dietro invece ho chiuso lo stesso numero di maglia ma a cinque per volta, in modo da realizzare una chiusura lineare.

In questo modo unendo le due parti ho ottenuto un’apertura a V sul davanti e lineare sul dietro. Il risultato non è male, vero?