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E se facessimo un turbante?

Un berretto a forma di turbante, molto femminile, è quello che vi propone Phildar, la casa di filati francese.

 

Per realizzarlo occorrono due gomitoli di lana e ferri no. 7. Consiglio comunque di fare prima un campione, sul modello è suggerito 11 m. x 22 righe a legaccio. Se usate ferri più piccoli e un altra lana, modificare il numero di maglie di conseguenza.

Realizzazione della parte alta:
montare 24 maglie e lavorare a legaccio per 20 cm., quindi chiudere tutte le maglie.

Realizzazione della banda:
montare 14 maglie e lavorare a legaccio per 22. In seguito mettere le prime 7 m. su un ferro provvisorio, e spostarle dietro al lavoro, lavorare le 7 m. seguenti, riportare davanti le 7 m. lasciate in sospeso prima e lavorarle, quindi continuare a lavorare a legaccio per altri 22 cm.

In pratica dovete fare uno scambio di maglie come quando si fa una treccia.

Arrivate a 44 cm. totali chiudere tutte le maglie.

Confezione:
chiudere la fascia così ottenuta in tondo, inserire un filo nel contorno della parte alta e cucirvi la fascia, cercando di arrotondare la parte alta.

Qui vi metto il pdf originale in francese, dove trovare lo schema della falsa traccia.

 

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Fascia per capelli con treccia

E’ di Francesca Caricato questa bella fascia per capelli con treccia centrale. Se cliccate sul suo nome arrivate nella sua pagina Raverly.

Sempre nella sua pagina potete scaricare le istruizioni gratuite per realizzarla. E’ molto sempice, lavorata a legaccio (tutti i ferri a diritto) con una bella e larga treccia centrale, che “tiene” la fascia impedendole di allargarsi troppo una volta indossata. Si sa che il legaccio tende a “lasciarsi” e fosse solo così in breve tempo si allargherebbe troppo.

E’ lavorata in piano, adatta quindi anche a chi non lavora alla continentale e non sa usare i ferri circolari. Con una bella lana grossa e ferri 4,5 o 5 la realizzerete in un attimo, e potrà essere anche un bel regalo per qualche vostra amica.

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Poncho

Avevo in archivio questa bella lana mista mohair grigia, morbida e calda e un po’ pelosetta, e non sapevo che farne. Circa 200 grammi, poco per farne un maglione, di stole e scialli ne ho già a sufficienza, così ho pensato di provare a farne un poncho..

 

Dato che la lana non era tantissima, mi sono usciti due quadrati, il che rendeva difficoltoso unirci per creare il poncho. Ho pensato quindi di fare comunque uno scalfo, per lo scollo.

Su uno dei sue quadrati ho chiuso ad un certo punto una trentina di maglie, proseguendo poi a lavorare sulle maglie restanti, prima di chiuderle tutte. Sulla parte che avrei messo dietro invece ho chiuso lo stesso numero di maglia ma a cinque per volta, in modo da realizzare una chiusura lineare.

In questo modo unendo le due parti ho ottenuto un’apertura a V sul davanti e lineare sul dietro. Il risultato non è male, vero?

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Pumpkin, zucca o mandarino per il maglioncino top-down

Un maglioncino facile da realizzare, per il quale bastano meno di due gomitoli di lana.

Il colore è quello del frutto succoso e dolce, ma anche della zucca, da qui il nome Pumpkin che ho dato a questo golfino di mia creazione. Taglia 6 mesi circa, lavorato top-down con l’apertura un po’ di lato, chiuso con tre bottoni. I bordi dello scollo e delle maniche sono a legaccio, mentre alla base ho fatto un bordo a coste 2/2.
L’apertura sul collo e le maniche a raglan offrono una facile vestibilità; la lana usata è quella per fare normalmente le calze, molto morbida e calda anche se sottile. Qui ne ho usata un gomitolo da 50 gr. di bianco, e mezzo gomitolo di arancione.

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Maglioncino “sciatore”

Ho terminato pochi giorni fa questo bel maglioncino per il mio nipotino Davide:

Il modello in realtà si chiama “Telemark” come quella tecnica di sci che usava molti anni fa, e che molti ancora ricorderanno. E’ un modello di Erika Flory ed è stato tradotto in italiano da Barbara Ajroldi. Se volete scaricare le istruzioni nel trovate nel suo sito, cliccate sul suo nome.

Si lavora top-down iniziando dal piccolo colletto a legaccio, lavorando avanti e indietro fino alla fine dello scollo a V. In seguito si unisce il lavoro e si prosegue lavorando in tondo a maglia rasata. Personalmente ho terminato prima le due maniche, lasciando in sospeso il corpo, perché così ho potuto lavorarle in piano con i ferri circolari e poi le ho cucite sotto. Quando sono modelli così piccoli fatico a lavorare le maniche in tondo, anche con il metodo magic-loop, e preferisco fare altrimenti se posso.

Io ho usato una lana merino da lavorare con i ferri no. 4, quelli suggeriti dal modello.

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E per finire il girocollo per tutti

Chiamato anche “snood” in inglese è quella sciarpa chiusa che si infila su collo per tenerlo al caldo e che può essere più o meno largo. Si possono realizzare in piano come una sciarpa e poi cucirli, oppure in tondo se si lavora con i ferri circolari. Questi sono realizzati nel primo modo, quindi in piano e poi cuciti.

Consigliati ferri no. 10 e le solite due lane lavorate insieme.
Taglie: A) 4/6 anni, B) 8 anni, C) 10/12 anni, D) donna, E) uomo
Misure: larghezza A) 52 cm. B) 58 cm. C) 62 cm. D) 70 cm. E) 75 cm.
altezza: A)B)C) 28 cm.  D) E) 35 cm.

Si lavorano anche questi a punto 3/2, tre diritti e due rovescio.
Realizzazione: (modello A)
montare 42 m. e lavorare a coste 3/2 iniziando e terminando il ferro con 2 m. rovescio. A 28 cm. di altezza totale chiudere tutte le maglie.
Passare la sciarpa così ottenuta al vapore per fissarla, e cucire in tondo.

Nel pdf allegato trovate le altre misure e istruzioni relative. Vi basta scegliere la misura che volete realizzare per sapere quante maglie montare e quanti cm. di altezza lavorare.

Buon lavoro!

 

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Guanti per tutta la famiglia

Eccomi qua come promesso con la seconda traduzione dei modelli per la famiglia, oggi parliamo dei guanti.

Come già scritto in precedenza questi del modello sono realizzati con filato doppio di due colori per creare l’effetto screziato, e ferri no. 8. Le taglie sono per: a) 4/6 anni, b) 8 anni, c) 10/12 anni, d) donna e) uomo
Le misure: larghezza = a) 16 cm, b) 18 cm, c) 19 cm, d) 21 cm, 3) 23 cm,
lunghezza = a) 17 cm, b) 19 cm, c) 21 cm, d) 23 cm, e) 28 cm.
Per la prima misura 4/6 anni è necessario solo un gomitolo per colore, mentre per tutte le altre taglie 2 gomitoli per colore. Il punto utilizzato è sempre lo stesso, coste 3/2, cioè tre m. diritto e due m. rovescio.

E’ indispensabile per la buona riuscita del modello fare il campione: 10 cm. di lato = 7 m. x 13 righe (lavato e asciugati mi raccomando!).

Realizzazione: (per il modello base più piccolo)

montare 12 m. e lavorare a coste 3/2 iniziando con 2 m. rovescio. A 17 cm. di altezza chiudere tutte le maglie. Lavorare un secondo pezzo uguale.
Unire in seguito in tondo ogni pezzo con cucitura invisibile, lasciando aperto 3 cm. a 3 cm. dal bordo per il pollice. (per le tre taglie da bambino), per la taglia d) 4 cm. a 4 cm. dal bordo; per la taglia e) 5 cm. a 5 cm. da bordo.

N. B.: Per le altre misure:

b) + c) iniziare a lavorare con 1 m. diritto

d) iniziare a lavorare con 2 m. rovescio

e) iniziare a lavorare con 2 m. diritto.

Spero sia tutto chiaro. Ad ogni modo trovare l’originale in francese qui.

 

 

 

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La dolce rivoluzione femminile

Se oggi coloro che amano lavorare a maglia possono realizzare capi su misura lavorati in tondo senza cuciture, senza dover per forza seguire un modello ma creando il proprio disegno esclusivo e applicando delle semplici regole di costruzione, lo si deve a due donne che intorno alla metà del ‘900 negli Stati Uniti hanno rivoluzionato il modo di fare e di pensare la maglia.

Elizabeth Zimmermann e Barbara G. Walker sono state protagoniste di una vera e propria rivoluzione della maglia; da mera attività di esecuzione di istruzioni predefinite l’hanno trasformata in un atto creativo realizzabile da chiunque ne abbia la volontà.

Elizabeth Zimmermann (1910 – 1999), nata in Inghilterra ed emigrata in America nel 1937 assieme al marito conosciuto durante gli studi in Germania, ha avuto fin da bambina una passione così grande per la maglia da divenire quasi un’ossessione.
Ha attinto alle sue vaste conoscenze sulla maglia tradizionale dei paesi nordeuropei per attualizzare e rendere di semplice esecuzione molti capi tradizionali;
esempi emblematici sono il Pi-Shawl e lo Stonington Shawl, entrambi rielaborazioni in chiave semplice degli scialli in pizzo delle isole Shetland, e la Tomten Jacket, la sua versione della giacca svedese.
Oltre a ciò ha elaborato geniali formule di costruzione come lEPS, Elizabeth Percentage System, un semplice metodo di calcolo delle proporzioni per costruire maglie e cardigan su misura dalla vestibilità perfetta, lavorati in tondo dal basso verso l’alto senza cuciture sui ferri circolari, e ha creato capi iconici come la Surprise Jacket una giacca lavorata in piano a legaccio in un sol pezzo che una volta terminata la lavorazione si piega come un origami e basta una semplice cucitura su spalle e parte superiore delle maniche per poterla subito indossare.
A partire dagli anni ’60 ha organizzato raduni annuali di appassionate e ha condotto diverse serie di trasmissioni televisive sulla maglia per la rete CBS. Ha scritto diversi libri tra cui il leggendario Knitting Workshop e ha fondato una casa editrice, la Schoolhouse Press, che ancora oggi stampa le sue pubblicazioni.
Soprattutto, Elizabeth Zimmermann ha il grande merito di aver sempre lavorato affinché la maglia potesse diventare un’attività libera, autonoma, personale, semplice e autenticamente creativa; per questo è stata amata moltissimo e continua ad essere amata da tutti noi che ancora oggi leggiamo i suoi piacevolissimi libri e realizziamo le sue costruzioni geniali. 

Barbara G. Walker, nata nel 1930 e ancora vivente, è conosciuta dagli appassionati di maglia  soprattutto per la tecnica top-down; pochi sanno che è una giornalista e scrittrice che ha lavorato per anni come cronista al quotidiano Washington Star.
Per il suo lavoro di reporter e di operatrice di una linea telefonica dedicata alle donne vittime di violenza, negli anni ’70 si è avvicinata alle tematiche dell’emancipazione femminile scrivendo numerosi testi dedicati alle donne e alla mitologia pagana che mette la donna al centro dell’Universo.

La maglia, che ha appreso negli anni dell’università, per la Walker rappresenta un fattore importante dell’espressione femminile e ha costituito perciò un campo d’interesse importantissimo.
Ha dedicato anni di lavoro alla ricerca e catalogazione dei punti a maglia, generando una raccolta in ben quattro volumi, i Treasuries of knitting patterns che rappresentano una miniera inesauribile di punti e motivi da cui hanno attinto tutti i designers, dalla stessa Elizabeth Zimmermann fino ai nostri contemporanei.
La Walker ha scritto numerosi altri libri di maglia tra cui il più importante è senz’altro Knitting from the top, il testo fondamentale della maglia top-down.
In esso viene spiegata passo a passo e in modo sistematico la costruzione top-down, cioè dall’alto verso il basso, di maglie e cardigan su misura con diversi stili, dal raglan al giromanica, tutti lavorati in tondo senza cuciture con i ferri circolari; viene spiegato inoltre come lavorare top-down anche gonne, pantaloni  e cappelli, sempre partendo dalle misure personali.

La costruzione top-down non era nuova al panorama della maglia negli Stati Uniti; nei decenni precedenti altre autrici l’avevano trattata nei loro libri ma Barbara Walker ha dato a questa tecnica la sistemazione definitiva, applicabile a qualsiasi stile e a qualsiasi figura.

Elizabeth Zimmermann e Barbara Walker erano legate da un rapporto di profonda amicizia e reciproca stima; ognuna delle due definiva l’altra un genio.  
​​​​​​​La loro missione è stata cercare di rendere la maglia un piacere e una fonte di soddisfazione, non di frustrazione o arrabbiature; noi appassionati non possiamo che ringraziarle di cuore per esserci riuscite così bene.

 

Articolo ripreso dal blog Pippicalzelunghe

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Berretti e sciarpe per tutta la famiglia

L’inverno è alle porte, anche se con queste ultime belle giornate non sembra, ma presto o tardi arriverà anche il freddo. Allora iniziamo a pensare a berretti, sciarpe e guanti per tutta la famiglia, alternando magari i colori ma con li stessi schemi.

Qui riporto solo gli schemi per i berretti,nei prossimi giorni vi darò quelli per i guanti e per il girocollo.

Sono lavorati con ferri no. 8 e  due filati lavorati insieme per creare l’effetto screziato.

Le taglie per bambino sono: A) 4/6 anni, B) 8 anni, C) 10/12 anni, D)  donna, E) uomo. La conferenza della testa suggerita è A) 50 cm. B) 51,5 cm. C) 53 cm. D) 56 cm. E) 58 cm.

Si lavorano a coste 3/2, cioè 3 m. diritto, 2 m. rovescio.
Campione: 10 cm. di coste 3/2 con f. 8 = 7 m. x 13 righe

Realizzazione: (dò le istruzioni per il modello più piccolo A – il resto lo trovate sul file allegato)

Montare 32 m. e lavorare i due filati insieme a coste 3/2, iniziando il 1° ferro e tutti  i ferri sul diritto con 2 m. rovescio.
A 17 cm. di altezza totale inziare le diminuzioni: lavorare 2m. insieme a rovescio, 3m. diritto, ripetere per 6 volte in totale e finire con 2m. insieme a rovescio. Restano 25 m.
Due ferri dopo lavorare 1 m. rovescio, 2 m. ins. a diritto, 1 m. dir. – ripetere per 6 volte e finire con 1 m. rovescio. Restano 19 m.
Due ferri dopo lavorare: 1 m. rov. 2 m. ins. a dir., ripetere x 6 volte e finire con 1 m. rov. Restano 13 m.
Due ferri dopo lavorare: 1 m. dir. e 2 m. ins. dir. per tutto il ferro. Passare un filo in tutte le 7 m. rimanenti e chiudere.

Le diminuzioni cambiano a seconda delle taglie, le trovate specificate sul pdf allegato.

Finitura: cucire il berretto in modo invisibile