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La coperta della speranza

A settembre è stato organizzata in città una corsa podistica per beneficenza, per raccogliere fondi per la ricerca sui tumori al seno. In quell’occasione si è pensato di preparare un’enorme coperta formata da tanti quadrati di maglia, che andasse a ricoprire la piazza interno del municipio cittadino. I quadrotti poi sarebbero stati venduti ad un costo simbolico, con lo scopo di raccogliere ulteriori fondi per la ricerca.

Anch’io ho partecipato, realizzando alcuni quadrati con i resti di lane che avevo ancora, quei gomitoli residui di lavori e dei quali non sai più che farne. Un modo per liberarmente oltre che fare del bene.

Il risultato è stato eclatante, la partecipazione di appassionate è giunta da ogni dove, perfino oltreconfine, e la quantità di pezze ha ricoperto non solo il cortile del municipio ma è uscita invadendo la piazza antistante, con un effetto grafico stupendo. Anche la vendita che ne è seguita è andata molto bene, e sono stati raccolti molti soldi.

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Polipetti all’uncinetto per aiutare i bimbi prematuri

Oggi voglio invitarvi ad un’azione benefica. I bambini che nascono prematuri hanno ancora il riflesso automatico di aggrapparsi con le manine al cordone ombelicale, quel cordone che per nove mesi li ha nutriti e permesso di crescere. Ma nelle culle termiche dove vengono posti, non c’è il cordone ombelicale, al suo posto trovano tubicini e cordoni che li aiutano a superare quei momenti che ancora mancano loro per poter essere messi fra le braccia della loro mamma. Il rischio però è che con quelle manine così piccole ma tuttavia così forti, possano staccare questi tubi vitali per la loro sopravvivenza.

Qualcuno ha pensato quindi di realizzare del sostituti che potessero stringere senza fare danni, e sono nati questi deliziosi “polipetti” da fare all’uncinetto (o crochet che dir si voglia). Meglio in cotone, così da evitare peluzzi che potrebbero finire in bocca, e più facili da lavare anche in lavatrice. Se qualche mia lettrice avesse voglia di realizzarne qualcuno, allego il modello in italiano. (cliccare qui <—-)

Nelle istruzioni trovate poi diversi link di siti dove si possono inviare una volta realizzati. Buon lavoro, donne!

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Semplicità

Tempo fa avevo visto in un negozio di filati in città una bella maglia estiva, un modello realizzato per un workshop con una designer assai conosciuta che era venuta oltre confine fino da noi. Mi piaceva, era morbida, voluttuosa, semplice ma con un particolare che la rendeva unica, una lavorazione in tondo top-down ma senza aumenti, con una manica che veniva costruita su un lato un po’ più in basso. La spalla usciva in automatico da questa lavorazione. Ho recuperato il modello, acquistato un filato che a mio parere facesse al caso mio, (cotone, vistosa e lino) e l’ho realizzata.

Non so se dalle foto si comprende il modello, ad ogn modo la manica destra essendo più in basso di quella sinistra, faceva salire il corpo sulla spalla. Il tutto restava un pochino storto, per questo l’ho chiamata “sbilenca”.

Quello di cui non ho tenuto conto però, è me stessa e il mio bisogno di linearità, di equilibrio. Quella spalla che continuava a scendere “tirata” dalla manica mi faceva venire il nervoso… continuavo a sistemarmi la maglia, tirando di qua, aggiustando di là. Dopo tre giorni di questo tormento…l’ho disfatta tutta!

E ho ricominciato. Dal basso, solo il davanti, cercando di calcolare le misure che a quel punto non potevo più seguire sul modello, ma contanto ferri e centimetri di quella che stavo disfando. Arrivata alle ascelle ho aggiunto dei punto a sin. e destra per formare le maniche, giunta allo scollo ho semplicemente chiuso le maglie centrali per poi rimontarle al ferro successivo. A quel punto proseguendo stavo lavorando il dietro, e raggiunta la misura per le maniche ho chiuso le maglie relative e proseguito fino a terminare il dietro. Due cuciture sui lati e sottomaniche, ed ecco una maglia perfetta per me.

Indossata con grande soddisfazione questa volta!

 

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Tessitura che passione!

Da molto tempo sto pensando che mi sarebbe piaciuto provare a tessere. Ogni volta che in un qualche negozio per hobbysti e simili vedevo in vendita dei telai, mi soffermavo pensando a lungo se acquistarne uno o meno. Rinunciavo, pensando che avevo già altre cose da fare – la maglia, il lavoro al computer, la casa a cui badare, i libri da leggere e altro ancora – e soprattutto che non ero sicura di volermi cimentare in una nuova arte.

Poi domenica scorsa, giornata uggiosa e con temporali continui, mi sentivo annoiata e un po’ triste, tutti i figli in vacanza qua e là per il mondo e io sola soletta in casa a far nulla. Di colpo mi sono ricordata di avere in cantina i telai che usavo per dipingere la seta tempo fa, e fra questi uno piccolo che forse potevo adattare per testare un accenno di tessitura. L’ho recuperato, e tutta piena di nuova energia e inventiva mi sono messa all’opera.

Munita di righello, martello e chiodi ho iniziato a formare il mio telaio di fortuna. Sul terrazzo si stava bene, c’era un bel venticello che attutiva il caldo, i nuvoloni neri erano ancora all’orizzonte e il temporale era restio a farsi avanti. La musica jazz riempiva l’aria con le sue note, e io stavo bene.

Ho pensato che potevo approfittarne per eliminare un po’ di resti di filati di cotone che giacevano inutilizzati nella mia scorta, tutti quei gomitolini avanzati di cui non sai più che fare.

 

Con un cartoncino rigido mi sono costruita delle “navette” per far passare i fili dentro e fuori la trama, che avevo costruito prima con un filato di lino difficile da lavorare a maglia. Una semplice bacchetta infilata fra questi fili mi permetteva di alzarne una vita alternata all’altra.

 

Il pettine con i denti larghi che uso per aggiustarmi la chioma, debitamente sciacquato e asciugato, è perfetto per fissare bene le righe di filo che formano la trama. Mi diverto ad abbinare i colori, secondo un mio gusto personale, e il risultato direi che è molto soddisfacente.

Non so ancora cosa ne uscirà, questo è il primo tentativo, ma mi piace molto e non è detto che la prossima volta che sarò in un grande magazzino…non mi decida a comprarmi un telaio serio!

Intanto continuo questo piccolo lavoro, alternandolo alla maglia (sto concludendo una bella maglietta in cotone, lino e viscosa) e ad altri passatempi, fra i quali c’è il nuoto e le uscite serali approfittando del fatto che siamo – ancora – in estate. Poi si vedrà, ho idea di fare delle cose più artistiche, non i soliti sotto piatti, tovagliette ecc., ma arazzi da appendere come quadri.

Alla prossima puntata quindi!

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Una brava stilista di maglia

C’è una stilista di maglia che non appare in rete come il prezzemolo, non posta video su Youtube, non pubblica libri di maglia, non impesta Facebook di consigli più o meno utili, non gira l’Italia tenendo corsi e workshop, ma realizza cose splendide. Sto parlando di Linda Allegra, e questa è la sua pagina Raverly: https://www.ravelry.com/designers/linda-allegra

Collabora con la casa Laines du Nord, che produce fantastici filati. I suoi modelli mi piacciono molto, ne ho già realizzati alcuni, e oltre alla semplicità unita alla ricerca di punti particolari, lei ha tante piccole attenzioni che rendono il capo ben fatto anche nelle minuterie. Per esempio i bordi, mai banali, mai semplici legaccio o coste ma sempre con quel “qualcosa in più”.

Le maglie e cardigan sono impreziositi da trafori e punti particolari, e i grandi scialli…beh, che dire? sono stupendi! Vi consiglio di visitare la sua pagina Raverly e provare a realizzare qualche suo modello. Molti sono gratuiti…grazie Linda!

Tra le altre cose lei ed io abbiamo in comune in nome (ebbene sì, anche se non sembra…), il nome della figlia anche lei girovaga per il mondo come la mia Giulia, e chissà, forse anche altro che devo ancora scoprire.

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Lampone

Da quel lavoro difficile è nato questo. Una maglia estiva a maniche corte, lavorata a top-down con lo scollo tondo e un disegno che forma gli aumenti. E’ leggermente sciancrata e sul davanti basso è aperta, si lavora quindi avanti-indietro con un bordo sul quale sono poi cuciti dei bottoni creando una finta abbottonatura.

E’ un modello semplice ma molto grazioso, di Linda Allegra (qui su Raverly: https://www.ravelry.com/designers/linda-allegra)

 

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Costruzione inusuale

Chi mi segue sa che mi piace sperimentare. Teniche nuove, modi di costruzioni particolari, inusuali. Come questo bel maglione che mi aveva colpito vedendo una semplice foto su Pinterest:

E’ lavorato lateralmente, e sulla schiena è incrociato e leggermente aperto:

 

 

 

 

Mi piaceva, così ho cercato il link che mi fornisse il modello, è creato da una designer russa tradotto poi in inglese e in francese. Ho acquistato un bel cotone color lampone adatto per il modello, da lavorare con ferri no. 5 come richiesto.

 

Si inizia da una manica che si lavora aperta, poi arriva la fase difficile da comprendere, più che da lavorare. In pratica si montano un certo numero di maglie per creare il corpo ma da entrambi i lati, e si lavorano alternando due cavi avanti e indietro:

Inizialmente si fa parecchia fatica, ma man mano che le maglie aumentano diventa più semplice. Alla fine il risultato è questo:

Sul davanti si lavora poi una scriscia tutta a legaccio, facendo le diminuzioni per lo scollo, ma lavorando lateralmente non è per nulla semplice farlo in modo regolare. Insomma una costruzione complicata… ero arrivata quasi alla fine quando i sono resa conto che…il cotone non mi sarebbe bastato per terminare, dietro sarebbe rimasto troppo aperto per la mia taglia e non sapevo che fare. Questa lavorazione rende difficile calcolare le misure, se con il top-down si ha sempre modo di misurare – anche su di se stesse – man mano che si prosegue il lavoro, qui no. Mi sono aiutata con il manichino, ma non è stato sufficiente. Avrei dovuto disfarlo completamente e farlo forse un po’ più corto, recuperando del filato per poterlo poi chiudere sul dietro. A quel punto però ho optato per realizzare un altro modello, molto più semplice. Mi sono arresa…che volete farci, qualche volta bisogna accettare i propri limiti!

Se qualcuna volesse cimentarsi con questo lavoro, posso inviare lo schema ma solo in inglese.

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Sono diventata pigra…

…ma solo nel tenere aggiornato questo blog di maglia! Non sono stata certo con le mani inoperose, anzi, ho realizzati diversi capi nel frattempo.

Primo fra tutti un cardigan in lana grigio di cui avevo bisogno come capo spalla nel mio armadio:

Dato il modello molto semplice e banale, l’ho arricchito realizzando una piccola treccia sulla chiusura davanti:

E’ realizzato con lana merino fine, lavorata con ferri no. 3,25 e i bordi delle maniche con f. 3, naturalmente tutta top-down.

 

 

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Maglione rifatto

Avevo realizzato qualche anno fa questo maglione con una lana molto bella e calda, della Rowan, unita ad un filato più sottile in mohair beige, creando un effetto screziato. Mi ero poi accorta che le due lane insieme rendevano il tutto molto, troppo caldo, e l’ho indossato poco.

Ora sono anche molto dimagrita, e il maglione mi andava troppo grande. Così l’ho disfatto tutto, separati i due filati, lavati e rifatti i gomitoli. Poi ho ricominciato il maglione con la sola lana Rowan color mattone. Il modello è più o meno lo stesso, top-down con scollo a V.

Il risultato mi soddisfa…vedrò quando lo indosserò, ormai probabilmente il prossimo inverno! 😉