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Plaid a punto entrechat

Da tanto volevo provare a lavorare questa tecnica, si chiama “entrechat” ed è una lavorazione che prevede una svolta continua di quadrati, o rettangoli, senza cuciture. Si parte con una fila di triangoli, poi si riprendono i punti su un lato e si torna nell’altro senso, formando dei quadratini. Si continua così fino alla dimensione desiderata. Più semplice lavorarla che spiegarla…

All’inizio ho avuto un po’ di difficoltà a memorizzare i vari passaggi, mi sono aiutata con dei video su youtube, ma poi fatta qualche riga ho finalmente fatto mio il meccanismo e sono andata via senza più problemi. Ho trovato questo filato variegato che ha le stesse tonalità del mio divano e della mia poltrona, e che trovo bello per questo lavoro perché evidenzia ancor più la lavorazione.

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Rosso veneziano

E’ il colore di questi due bellissimi filati che ho ricevuto in regalo. Uno così sottile che dubitavo di riuscire a lavorarlo, l’altro un morbido mohair. Così li ho uniti – dato che la tonalità di rosso era identica – e ne ho ottenuto un morbido e voluttuoso poncho.

Non vedo l’ora di indossarlo!

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L’estate sta finendo…

…e io mi sono accorta che non ho più scritto nulla. Però ho sferruzzato, questo si. Mi sono fatta ben due nuovi ponchi, uno in cotone azzurro e uno sempre in cotone nero ma con un filo d’argento a illuminarlo. Questo è pensato per la sera, per le mie uscite a concerti e spettacoli vari.

Poi a fine luglio sono venute le mie figlie con relative famiglie in vacanza a Lugano, e naturalmente “mamma che bello quel poncho! ne fai uno anche a me?” e “mamma che bello quel quadretto ricamato! ne vorrei uno anch’io così…” e via dicendo. E la mamma, che fa? si mette all’opera per accontentarle.

Così ecco un secondo poncho azzurro  ma con una banda giallo-acido in fondo:

Con ancora qualche filo da fissare, e da lavare e ripassare a vapore per togliere le pieghe.

Ed ecco poi un secondo ricamo per l’altra, che poi provvederà a far incorniciare lei, visto che dovrò spedirlo fino in Canada:

 

Amore di mamma!

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Ruggine, o Missoni, o Pumpkin, insomma un nuovo poncho

 

Tempo fa mi hanno regalato alcuni gomitoli di questa lana Missoni, sui toni dell’arancio-ruggine. Non era molta, ma era molto bella, così ho cercato e trovato un filato simile sia nel tono del colore che nella qualità, e ho trovato della bella alpaca della Drops.

Avevo poi in archivo una fotografia recuperata credo da Pinterest, di un bellissmoponcho realizzato a legaccio e con una costruzione diversa dal solito. Le spiegazioni (poche) erano in spagnolo, ma più che quelle mi sono aiutata con le immagini e la deduzione logica.

E’ formato da due rombi, quelli realizzati con la lana missoni, si parte con circa 100 m. e si lavorano facendo una diminuzione tripla al centro. Proseguendo sempre in questo modo si arriva ad avere 3 m. alla fine. In seguito si riprendono le maglie sui due lati di uno dei due rombi, e si lavora sempre a legaccio fino ad ottenere un quadrato. A quel punto si unisce il secondo rombo (che va a formare il dietro) e il gioco è fatto.

Alla fine si raccolgono tutti i punti sullo scollo e si lavorano a maglia rasata facendo sempre una diminuzione tripla davanti e dietro. L’effetto finale è questo che vedete nelle foto.

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Poncho in cotone nato da una stola

Ricordate la stola beige lavorata a grana di riso? E’ diventata un poncho!

Eh sì, mi sono resa conto che alla fine le stole, gli scialli, non fanno per me, non li uso, rimangono inutilizzati nell’armadio ed è un peccato. Così anche questa l’ho disfata per metà e con il filato recuperato ho realizzato la seconda parte del poncho. Due rettangoli che si vanno ad unire.

Non avendo molto filato beige, l’avevo acquistato in saldo per fare qualcosa per Chiara, la mia nipotina, che poi aveva cambiato idea, ho recuperato del cotone marrone scuro che ci sta benissimo insieme, per allungare un po’ i due rettangoli. Essendo in cotone quindi adatto alla primavera o all’autunno non è importante che sia molto grande.

La lavorazione a grana di riso doppia mi piace molto, va via veloce e alla fine fa un bell’effetto.

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Il mio poncho blu

Pare che quest’anno siano molto di moda, e dato che a me stanno bene mi sto regalando molti ponchi. Questo è in lana merino baby blu, lavorato con i ferri no. 4, con una grande treccia solo sul davanti.

Lo scollo risulta a V per il modello, realizzato con due rettangoli della stessa misura e poi cuciti in mondo da formare il poncho. Per farlo si unisce un lato corto con uno lungo dell’altro pezzo, e viceversa.

Caldo al punto giusto, pronto per essere indossato sopra una semplice maglietta o camicia, ampio e comodo.

 

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Poncho

Avevo in archivio questa bella lana mista mohair grigia, morbida e calda e un po’ pelosetta, e non sapevo che farne. Circa 200 grammi, poco per farne un maglione, di stole e scialli ne ho già a sufficienza, così ho pensato di provare a farne un poncho..

 

Dato che la lana non era tantissima, mi sono usciti due quadrati, il che rendeva difficoltoso unirci per creare il poncho. Ho pensato quindi di fare comunque uno scalfo, per lo scollo.

Su uno dei sue quadrati ho chiuso ad un certo punto una trentina di maglie, proseguendo poi a lavorare sulle maglie restanti, prima di chiuderle tutte. Sulla parte che avrei messo dietro invece ho chiuso lo stesso numero di maglia ma a cinque per volta, in modo da realizzare una chiusura lineare.

In questo modo unendo le due parti ho ottenuto un’apertura a V sul davanti e lineare sul dietro. Il risultato non è male, vero?

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Golf con cappuccio e nappine

Alcuni anni fa ho realizzato questo golfino per la mia nipotina. Si tratta di un modello con capuccio e tasca sul davanti, frange al bordo, e una lavorazione a trecce sulle maniche.

Io l’ho realizzato con una lana azzurra-lilla, nella taglia 98 (3 anni circa), nel modello trovate anche la tagllia 110. Naturalmente è un modello da lavorare in modo tradizionale, il dorso, il davanti sul quale si lavora la tasca, le maniche con le trecce – o una sola come ho fatto io – e poi cucire i vari pezzi. Alla fine si realizza il cappuccio che viene in seguito cucitu anche lui allo scollo del golf. E’ un lavoro un po’ laborioso, ma non impossibile, richiede solo un po’ di pazienza nel seguire le istruzioni.

Alla fine del vostro capolavoro potete, come qui, attaccare delle nappine, delle piccole frange al bordo. Io ho fatto in questo modo: ritagliano un certo numero di fili di lana della stessa misura, poniamo 6 per nappina, poi li ho piegati a metà e infilati nelle maglie del bordo con l’uncinetto, formando una sorta di cappio. Se voi avete altre idee, sarebbe carino condividerle nei commenti!

Se volete scaricare il modello, cliccate qui: Golf-nappine