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Lampone

Da quel lavoro difficile è nato questo. Una maglia estiva a maniche corte, lavorata a top-down con lo scollo tondo e un disegno che forma gli aumenti. E’ leggermente sciancrata e sul davanti basso è aperta, si lavora quindi avanti-indietro con un bordo sul quale sono poi cuciti dei bottoni creando una finta abbottonatura.

E’ un modello semplice ma molto grazioso, di Linda Allegra (qui su Raverly: https://www.ravelry.com/designers/linda-allegra)

 

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Costruzione inusuale

Chi mi segue sa che mi piace sperimentare. Teniche nuove, modi di costruzioni particolari, inusuali. Come questo bel maglione che mi aveva colpito vedendo una semplice foto su Pinterest:

E’ lavorato lateralmente, e sulla schiena è incrociato e leggermente aperto:

 

 

 

 

Mi piaceva, così ho cercato il link che mi fornisse il modello, è creato da una designer russa tradotto poi in inglese e in francese. Ho acquistato un bel cotone color lampone adatto per il modello, da lavorare con ferri no. 5 come richiesto.

 

Si inizia da una manica che si lavora aperta, poi arriva la fase difficile da comprendere, più che da lavorare. In pratica si montano un certo numero di maglie per creare il corpo ma da entrambi i lati, e si lavorano alternando due cavi avanti e indietro:

Inizialmente si fa parecchia fatica, ma man mano che le maglie aumentano diventa più semplice. Alla fine il risultato è questo:

Sul davanti si lavora poi una scriscia tutta a legaccio, facendo le diminuzioni per lo scollo, ma lavorando lateralmente non è per nulla semplice farlo in modo regolare. Insomma una costruzione complicata… ero arrivata quasi alla fine quando i sono resa conto che…il cotone non mi sarebbe bastato per terminare, dietro sarebbe rimasto troppo aperto per la mia taglia e non sapevo che fare. Questa lavorazione rende difficile calcolare le misure, se con il top-down si ha sempre modo di misurare – anche su di se stesse – man mano che si prosegue il lavoro, qui no. Mi sono aiutata con il manichino, ma non è stato sufficiente. Avrei dovuto disfarlo completamente e farlo forse un po’ più corto, recuperando del filato per poterlo poi chiudere sul dietro. A quel punto però ho optato per realizzare un altro modello, molto più semplice. Mi sono arresa…che volete farci, qualche volta bisogna accettare i propri limiti!

Se qualcuna volesse cimentarsi con questo lavoro, posso inviare lo schema ma solo in inglese.

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Sono diventata pigra…

…ma solo nel tenere aggiornato questo blog di maglia! Non sono stata certo con le mani inoperose, anzi, ho realizzati diversi capi nel frattempo.

Primo fra tutti un cardigan in lana grigio di cui avevo bisogno come capo spalla nel mio armadio:

Dato il modello molto semplice e banale, l’ho arricchito realizzando una piccola treccia sulla chiusura davanti:

E’ realizzato con lana merino fine, lavorata con ferri no. 3,25 e i bordi delle maniche con f. 3, naturalmente tutta top-down.

 

 

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Maglione rifatto

Avevo realizzato qualche anno fa questo maglione con una lana molto bella e calda, della Rowan, unita ad un filato più sottile in mohair beige, creando un effetto screziato. Mi ero poi accorta che le due lane insieme rendevano il tutto molto, troppo caldo, e l’ho indossato poco.

Ora sono anche molto dimagrita, e il maglione mi andava troppo grande. Così l’ho disfatto tutto, separati i due filati, lavati e rifatti i gomitoli. Poi ho ricominciato il maglione con la sola lana Rowan color mattone. Il modello è più o meno lo stesso, top-down con scollo a V.

Il risultato mi soddisfa…vedrò quando lo indosserò, ormai probabilmente il prossimo inverno! 😉

 

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Fare e disfare…

Non sono stata con le mani in mano durante questo mese di gennaio, anche se non ho più pubblicato nulla qua. In realtà ho disfatto ben due maglioni che mi ero fatta qualche anno fa, questo e questo:

Quello color rosso-mattone per ora è ancora in forma di gomitoli, che ho lavato e rifatto per togliere quelle “ondine” fastidiose quando si riutilizza della lana già usata. In realtà erano due lane diverse, una ross-mattone appunto e una seconda beige, molto sottile e pelosa, tipo mohair. Era risultato un maglione molto caldo, troppo per la mia abitazione, così che disfandolo ho deciso di separare i due filati e usarli separatamente. Non vi dico che lavoro! Per fortuna un’amica gentile è venuta ad aiutarmi, così che con quattro mani piano piano ci siamo riuscite.

Quello nero e grigio stesso procedimento di lavaggo lana e rifacimento gomitoli, e ora l’ho già rifatto più o meno come era prima, solo più piccolo. Sono molto dimagrita (Yeahhhh…ce l’ho fatta!) e ho perso una taglia o forse due addirittura. Questo il motivo principale per il quale mi sono accinta a questa impresa di rifacimento. Le lane erano molto belle, avevo dedicato anche molto tempo per realizzarli questi due maglioni, e mi dispiaceva non poterli più indossare. Ora invece ne sfoggio già uno rinnovato, e presto toccherà anche all’altro.

In mezzo a tutto questo ho realizzato diversi bolerini per bambina, ho avuto un paio di ordinazioni sotto natale e uno dopo le feste, così che ho intervallato i lavori. Mi piace averne sempre almeno due in corso d’opera così da non annoiarmi, soprattutto quando un lavoro è troppo lungo e ripetitivo e sembra non terminare mai… Come un cardigan grigio con lana e ferri 3,5 che sto facendo ora… e che apparirà su questa pagina molto presto (almeno spero…).

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Rosso veneziano

E’ il colore di questi due bellissimi filati che ho ricevuto in regalo. Uno così sottile che dubitavo di riuscire a lavorarlo, l’altro un morbido mohair. Così li ho uniti – dato che la tonalità di rosso era identica – e ne ho ottenuto un morbido e voluttuoso poncho.

Non vedo l’ora di indossarlo!

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L’estate sta finendo…

…e io mi sono accorta che non ho più scritto nulla. Però ho sferruzzato, questo si. Mi sono fatta ben due nuovi ponchi, uno in cotone azzurro e uno sempre in cotone nero ma con un filo d’argento a illuminarlo. Questo è pensato per la sera, per le mie uscite a concerti e spettacoli vari.

Poi a fine luglio sono venute le mie figlie con relative famiglie in vacanza a Lugano, e naturalmente “mamma che bello quel poncho! ne fai uno anche a me?” e “mamma che bello quel quadretto ricamato! ne vorrei uno anch’io così…” e via dicendo. E la mamma, che fa? si mette all’opera per accontentarle.

Così ecco un secondo poncho azzurro  ma con una banda giallo-acido in fondo:

Con ancora qualche filo da fissare, e da lavare e ripassare a vapore per togliere le pieghe.

Ed ecco poi un secondo ricamo per l’altra, che poi provvederà a far incorniciare lei, visto che dovrò spedirlo fino in Canada:

 

Amore di mamma!

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Ruggine, o Missoni, o Pumpkin, insomma un nuovo poncho

 

Tempo fa mi hanno regalato alcuni gomitoli di questa lana Missoni, sui toni dell’arancio-ruggine. Non era molta, ma era molto bella, così ho cercato e trovato un filato simile sia nel tono del colore che nella qualità, e ho trovato della bella alpaca della Drops.

Avevo poi in archivo una fotografia recuperata credo da Pinterest, di un bellissmoponcho realizzato a legaccio e con una costruzione diversa dal solito. Le spiegazioni (poche) erano in spagnolo, ma più che quelle mi sono aiutata con le immagini e la deduzione logica.

E’ formato da due rombi, quelli realizzati con la lana missoni, si parte con circa 100 m. e si lavorano facendo una diminuzione tripla al centro. Proseguendo sempre in questo modo si arriva ad avere 3 m. alla fine. In seguito si riprendono le maglie sui due lati di uno dei due rombi, e si lavora sempre a legaccio fino ad ottenere un quadrato. A quel punto si unisce il secondo rombo (che va a formare il dietro) e il gioco è fatto.

Alla fine si raccolgono tutti i punti sullo scollo e si lavorano a maglia rasata facendo sempre una diminuzione tripla davanti e dietro. L’effetto finale è questo che vedete nelle foto.

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Poncho in cotone nato da una stola

Ricordate la stola beige lavorata a grana di riso? E’ diventata un poncho!

Eh sì, mi sono resa conto che alla fine le stole, gli scialli, non fanno per me, non li uso, rimangono inutilizzati nell’armadio ed è un peccato. Così anche questa l’ho disfata per metà e con il filato recuperato ho realizzato la seconda parte del poncho. Due rettangoli che si vanno ad unire.

Non avendo molto filato beige, l’avevo acquistato in saldo per fare qualcosa per Chiara, la mia nipotina, che poi aveva cambiato idea, ho recuperato del cotone marrone scuro che ci sta benissimo insieme, per allungare un po’ i due rettangoli. Essendo in cotone quindi adatto alla primavera o all’autunno non è importante che sia molto grande.

La lavorazione a grana di riso doppia mi piace molto, va via veloce e alla fine fa un bell’effetto.

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Il mio poncho blu

Pare che quest’anno siano molto di moda, e dato che a me stanno bene mi sto regalando molti ponchi. Questo è in lana merino baby blu, lavorato con i ferri no. 4, con una grande treccia solo sul davanti.

Lo scollo risulta a V per il modello, realizzato con due rettangoli della stessa misura e poi cuciti in mondo da formare il poncho. Per farlo si unisce un lato corto con uno lungo dell’altro pezzo, e viceversa.

Caldo al punto giusto, pronto per essere indossato sopra una semplice maglietta o camicia, ampio e comodo.