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Fare e disfare…

Non sono stata con le mani in mano durante questo mese di gennaio, anche se non ho più pubblicato nulla qua. In realtà ho disfatto ben due maglioni che mi ero fatta qualche anno fa, questo e questo:

Quello color rosso-mattone per ora è ancora in forma di gomitoli, che ho lavato e rifatto per togliere quelle “ondine” fastidiose quando si riutilizza della lana già usata. In realtà erano due lane diverse, una ross-mattone appunto e una seconda beige, molto sottile e pelosa, tipo mohair. Era risultato un maglione molto caldo, troppo per la mia abitazione, così che disfandolo ho deciso di separare i due filati e usarli separatamente. Non vi dico che lavoro! Per fortuna un’amica gentile è venuta ad aiutarmi, così che con quattro mani piano piano ci siamo riuscite.

Quello nero e grigio stesso procedimento di lavaggo lana e rifacimento gomitoli, e ora l’ho già rifatto più o meno come era prima, solo più piccolo. Sono molto dimagrita (Yeahhhh…ce l’ho fatta!) e ho perso una taglia o forse due addirittura. Questo il motivo principale per il quale mi sono accinta a questa impresa di rifacimento. Le lane erano molto belle, avevo dedicato anche molto tempo per realizzarli questi due maglioni, e mi dispiaceva non poterli più indossare. Ora invece ne sfoggio già uno rinnovato, e presto toccherà anche all’altro.

In mezzo a tutto questo ho realizzato diversi bolerini per bambina, ho avuto un paio di ordinazioni sotto natale e uno dopo le feste, così che ho intervallato i lavori. Mi piace averne sempre almeno due in corso d’opera così da non annoiarmi, soprattutto quando un lavoro è troppo lungo e ripetitivo e sembra non terminare mai… Come un cardigan grigio con lana e ferri 3,5 che sto facendo ora… e che apparirà su questa pagina molto presto (almeno spero…).

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Rosso veneziano

E’ il colore di questi due bellissimi filati che ho ricevuto in regalo. Uno così sottile che dubitavo di riuscire a lavorarlo, l’altro un morbido mohair. Così li ho uniti – dato che la tonalità di rosso era identica – e ne ho ottenuto un morbido e voluttuoso poncho.

Non vedo l’ora di indossarlo!

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L’estate sta finendo…

…e io mi sono accorta che non ho più scritto nulla. Però ho sferruzzato, questo si. Mi sono fatta ben due nuovi ponchi, uno in cotone azzurro e uno sempre in cotone nero ma con un filo d’argento a illuminarlo. Questo è pensato per la sera, per le mie uscite a concerti e spettacoli vari.

Poi a fine luglio sono venute le mie figlie con relative famiglie in vacanza a Lugano, e naturalmente “mamma che bello quel poncho! ne fai uno anche a me?” e “mamma che bello quel quadretto ricamato! ne vorrei uno anch’io così…” e via dicendo. E la mamma, che fa? si mette all’opera per accontentarle.

Così ecco un secondo poncho azzurro  ma con una banda giallo-acido in fondo:

Con ancora qualche filo da fissare, e da lavare e ripassare a vapore per togliere le pieghe.

Ed ecco poi un secondo ricamo per l’altra, che poi provvederà a far incorniciare lei, visto che dovrò spedirlo fino in Canada:

 

Amore di mamma!

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Ruggine, o Missoni, o Pumpkin, insomma un nuovo poncho

 

Tempo fa mi hanno regalato alcuni gomitoli di questa lana Missoni, sui toni dell’arancio-ruggine. Non era molta, ma era molto bella, così ho cercato e trovato un filato simile sia nel tono del colore che nella qualità, e ho trovato della bella alpaca della Drops.

Avevo poi in archivo una fotografia recuperata credo da Pinterest, di un bellissmoponcho realizzato a legaccio e con una costruzione diversa dal solito. Le spiegazioni (poche) erano in spagnolo, ma più che quelle mi sono aiutata con le immagini e la deduzione logica.

E’ formato da due rombi, quelli realizzati con la lana missoni, si parte con circa 100 m. e si lavorano facendo una diminuzione tripla al centro. Proseguendo sempre in questo modo si arriva ad avere 3 m. alla fine. In seguito si riprendono le maglie sui due lati di uno dei due rombi, e si lavora sempre a legaccio fino ad ottenere un quadrato. A quel punto si unisce il secondo rombo (che va a formare il dietro) e il gioco è fatto.

Alla fine si raccolgono tutti i punti sullo scollo e si lavorano a maglia rasata facendo sempre una diminuzione tripla davanti e dietro. L’effetto finale è questo che vedete nelle foto.

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Poncho in cotone nato da una stola

Ricordate la stola beige lavorata a grana di riso? E’ diventata un poncho!

Eh sì, mi sono resa conto che alla fine le stole, gli scialli, non fanno per me, non li uso, rimangono inutilizzati nell’armadio ed è un peccato. Così anche questa l’ho disfata per metà e con il filato recuperato ho realizzato la seconda parte del poncho. Due rettangoli che si vanno ad unire.

Non avendo molto filato beige, l’avevo acquistato in saldo per fare qualcosa per Chiara, la mia nipotina, che poi aveva cambiato idea, ho recuperato del cotone marrone scuro che ci sta benissimo insieme, per allungare un po’ i due rettangoli. Essendo in cotone quindi adatto alla primavera o all’autunno non è importante che sia molto grande.

La lavorazione a grana di riso doppia mi piace molto, va via veloce e alla fine fa un bell’effetto.

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Il mio poncho blu

Pare che quest’anno siano molto di moda, e dato che a me stanno bene mi sto regalando molti ponchi. Questo è in lana merino baby blu, lavorato con i ferri no. 4, con una grande treccia solo sul davanti.

Lo scollo risulta a V per il modello, realizzato con due rettangoli della stessa misura e poi cuciti in mondo da formare il poncho. Per farlo si unisce un lato corto con uno lungo dell’altro pezzo, e viceversa.

Caldo al punto giusto, pronto per essere indossato sopra una semplice maglietta o camicia, ampio e comodo.

 

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Trasformazione di una stola

Tempo fa ho realizzato questa grande stola, utilizzando lane multicolor di diverse fantasie di colore. Cioè invece di usare sei gomitoli dello stesso bagno e di conseguenza insieme di colori, ne ho scelti sei differenti. Lavorandoli a caso uno dopo l’altro ne è uscita una stola variegata, che ricorda vagamente i lavori di Missoni dei primi tempi.

 

 

Mi sono accorta in seguito che era così grande, e lunga, che difficilmente l’avrei usata. Giaceva inutilizzata sul bracciolo della poltrona in salotto, dove faceva bella mostra di sé ma era assai inutile.
Un giorno ho pensato che avrei potuto trasformarla in qualcosa di più portabile, e coraggiosamente ne ho disfatto la metà, per poi lavorarla nuovamente per formare un poncho.

 

 

Ne è uscito un magnifico poncho portabilissimo, e sono molto contenta di questa trasformazione. Questo lo indosserò di sicuro, e dati i colori si abbinerà a qualunque capo indosserò per accompagnarlo.

Se a qualcuna interessa posso mandare le spiegazioni, molto semplici e divertenti da lavorare.

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E se facessimo un turbante?

Un berretto a forma di turbante, molto femminile, è quello che vi propone Phildar, la casa di filati francese.

 

Per realizzarlo occorrono due gomitoli di lana e ferri no. 7. Consiglio comunque di fare prima un campione, sul modello è suggerito 11 m. x 22 righe a legaccio. Se usate ferri più piccoli e un altra lana, modificare il numero di maglie di conseguenza.

Realizzazione della parte alta:
montare 24 maglie e lavorare a legaccio per 20 cm., quindi chiudere tutte le maglie.

Realizzazione della banda:
montare 14 maglie e lavorare a legaccio per 22. In seguito mettere le prime 7 m. su un ferro provvisorio, e spostarle dietro al lavoro, lavorare le 7 m. seguenti, riportare davanti le 7 m. lasciate in sospeso prima e lavorarle, quindi continuare a lavorare a legaccio per altri 22 cm.

In pratica dovete fare uno scambio di maglie come quando si fa una treccia.

Arrivate a 44 cm. totali chiudere tutte le maglie.

Confezione:
chiudere la fascia così ottenuta in tondo, inserire un filo nel contorno della parte alta e cucirvi la fascia, cercando di arrotondare la parte alta.

Qui vi metto il pdf originale in francese, dove trovare lo schema della falsa traccia.

 

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Fascia per capelli con treccia

E’ di Francesca Caricato questa bella fascia per capelli con treccia centrale. Se cliccate sul suo nome arrivate nella sua pagina Raverly.

Sempre nella sua pagina potete scaricare le istruizioni gratuite per realizzarla. E’ molto sempice, lavorata a legaccio (tutti i ferri a diritto) con una bella e larga treccia centrale, che “tiene” la fascia impedendole di allargarsi troppo una volta indossata. Si sa che il legaccio tende a “lasciarsi” e fosse solo così in breve tempo si allargherebbe troppo.

E’ lavorata in piano, adatta quindi anche a chi non lavora alla continentale e non sa usare i ferri circolari. Con una bella lana grossa e ferri 4,5 o 5 la realizzerete in un attimo, e potrà essere anche un bel regalo per qualche vostra amica.

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Poncho

Avevo in archivio questa bella lana mista mohair grigia, morbida e calda e un po’ pelosetta, e non sapevo che farne. Circa 200 grammi, poco per farne un maglione, di stole e scialli ne ho già a sufficienza, così ho pensato di provare a farne un poncho..

 

Dato che la lana non era tantissima, mi sono usciti due quadrati, il che rendeva difficoltoso unirci per creare il poncho. Ho pensato quindi di fare comunque uno scalfo, per lo scollo.

Su uno dei sue quadrati ho chiuso ad un certo punto una trentina di maglie, proseguendo poi a lavorare sulle maglie restanti, prima di chiuderle tutte. Sulla parte che avrei messo dietro invece ho chiuso lo stesso numero di maglia ma a cinque per volta, in modo da realizzare una chiusura lineare.

In questo modo unendo le due parti ho ottenuto un’apertura a V sul davanti e lineare sul dietro. Il risultato non è male, vero?