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La coperta della speranza

A settembre è stato organizzata in città una corsa podistica per beneficenza, per raccogliere fondi per la ricerca sui tumori al seno. In quell’occasione si è pensato di preparare un’enorme coperta formata da tanti quadrati di maglia, che andasse a ricoprire la piazza interno del municipio cittadino. I quadrotti poi sarebbero stati venduti ad un costo simbolico, con lo scopo di raccogliere ulteriori fondi per la ricerca.

Anch’io ho partecipato, realizzando alcuni quadrati con i resti di lane che avevo ancora, quei gomitoli residui di lavori e dei quali non sai più che farne. Un modo per liberarmente oltre che fare del bene.

Il risultato è stato eclatante, la partecipazione di appassionate è giunta da ogni dove, perfino oltreconfine, e la quantità di pezze ha ricoperto non solo il cortile del municipio ma è uscita invadendo la piazza antistante, con un effetto grafico stupendo. Anche la vendita che ne è seguita è andata molto bene, e sono stati raccolti molti soldi.

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Tessitura che passione!

Da molto tempo sto pensando che mi sarebbe piaciuto provare a tessere. Ogni volta che in un qualche negozio per hobbysti e simili vedevo in vendita dei telai, mi soffermavo pensando a lungo se acquistarne uno o meno. Rinunciavo, pensando che avevo già altre cose da fare – la maglia, il lavoro al computer, la casa a cui badare, i libri da leggere e altro ancora – e soprattutto che non ero sicura di volermi cimentare in una nuova arte.

Poi domenica scorsa, giornata uggiosa e con temporali continui, mi sentivo annoiata e un po’ triste, tutti i figli in vacanza qua e là per il mondo e io sola soletta in casa a far nulla. Di colpo mi sono ricordata di avere in cantina i telai che usavo per dipingere la seta tempo fa, e fra questi uno piccolo che forse potevo adattare per testare un accenno di tessitura. L’ho recuperato, e tutta piena di nuova energia e inventiva mi sono messa all’opera.

Munita di righello, martello e chiodi ho iniziato a formare il mio telaio di fortuna. Sul terrazzo si stava bene, c’era un bel venticello che attutiva il caldo, i nuvoloni neri erano ancora all’orizzonte e il temporale era restio a farsi avanti. La musica jazz riempiva l’aria con le sue note, e io stavo bene.

Ho pensato che potevo approfittarne per eliminare un po’ di resti di filati di cotone che giacevano inutilizzati nella mia scorta, tutti quei gomitolini avanzati di cui non sai più che fare.

 

Con un cartoncino rigido mi sono costruita delle “navette” per far passare i fili dentro e fuori la trama, che avevo costruito prima con un filato di lino difficile da lavorare a maglia. Una semplice bacchetta infilata fra questi fili mi permetteva di alzarne una vita alternata all’altra.

 

Il pettine con i denti larghi che uso per aggiustarmi la chioma, debitamente sciacquato e asciugato, è perfetto per fissare bene le righe di filo che formano la trama. Mi diverto ad abbinare i colori, secondo un mio gusto personale, e il risultato direi che è molto soddisfacente.

Non so ancora cosa ne uscirà, questo è il primo tentativo, ma mi piace molto e non è detto che la prossima volta che sarò in un grande magazzino…non mi decida a comprarmi un telaio serio!

Intanto continuo questo piccolo lavoro, alternandolo alla maglia (sto concludendo una bella maglietta in cotone, lino e viscosa) e ad altri passatempi, fra i quali c’è il nuoto e le uscite serali approfittando del fatto che siamo – ancora – in estate. Poi si vedrà, ho idea di fare delle cose più artistiche, non i soliti sotto piatti, tovagliette ecc., ma arazzi da appendere come quadri.

Alla prossima puntata quindi!

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Plaid a punto entrechat

Da tanto volevo provare a lavorare questa tecnica, si chiama “entrechat” ed è una lavorazione che prevede una svolta continua di quadrati, o rettangoli, senza cuciture. Si parte con una fila di triangoli, poi si riprendono i punti su un lato e si torna nell’altro senso, formando dei quadratini. Si continua così fino alla dimensione desiderata. Più semplice lavorarla che spiegarla…

All’inizio ho avuto un po’ di difficoltà a memorizzare i vari passaggi, mi sono aiutata con dei video su youtube, ma poi fatta qualche riga ho finalmente fatto mio il meccanismo e sono andata via senza più problemi. Ho trovato questo filato variegato che ha le stesse tonalità del mio divano e della mia poltrona, e che trovo bello per questo lavoro perché evidenzia ancor più la lavorazione.

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L’estate sta finendo…

…e io mi sono accorta che non ho più scritto nulla. Però ho sferruzzato, questo si. Mi sono fatta ben due nuovi ponchi, uno in cotone azzurro e uno sempre in cotone nero ma con un filo d’argento a illuminarlo. Questo è pensato per la sera, per le mie uscite a concerti e spettacoli vari.

Poi a fine luglio sono venute le mie figlie con relative famiglie in vacanza a Lugano, e naturalmente “mamma che bello quel poncho! ne fai uno anche a me?” e “mamma che bello quel quadretto ricamato! ne vorrei uno anch’io così…” e via dicendo. E la mamma, che fa? si mette all’opera per accontentarle.

Così ecco un secondo poncho azzurro  ma con una banda giallo-acido in fondo:

Con ancora qualche filo da fissare, e da lavare e ripassare a vapore per togliere le pieghe.

Ed ecco poi un secondo ricamo per l’altra, che poi provvederà a far incorniciare lei, visto che dovrò spedirlo fino in Canada:

 

Amore di mamma!

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Per la festa della mamma

Maggio si sa è il mese delle spose, delle rose e delle mamme. E allora perché non pensare a dei cuoricini di maglia da regalare alla nostra mamma, per dirle quanto l’amiamo? O ad una dolce sposa, che potrà usarli come bomboniere o come segnaposti da regalare ai suoi invitati? O teneteli per voi, questi deliziosi cuoricini di maglia, per donarvi un po’ d’amore che non guasta mai. Sono semplici e veloci da realizzare, e potete sbizzarirvi con i colori, magari in tutte le sfumature del rosso, o nei colori dell’arcobaleno, o ancora con filati particolari con fili dorati e d’argento.

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Il pattern, gratuito e in italiano, lo trovate qua, nella pagina Raverly dell’autrice che si chiama Teresa Fox.

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Divertiamoci un po’

Questa designer di nome Frankie ma con username su Raverly di Rosemily  si è specializzata nella decorazione della casa, e in particolare con coperte e tappeti multicolor e di diverse fatture. Iniziamo con questa semplice coperta quadrata:

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Si parte da un quadrato centrare e poi si prosegue lavorando a ferri accorciati per gli angoli, sempre tutto a legaccio. Utilizzando filati multicolor si ottiene un bell’effetto variegato.

Volendo si può poi passare a quella rotonda, a spirale:

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oppure a quella a zig-zag: 4877110884_3de92c2338_z

Questa è forse la più semplice, e qui si può vedere la lavorazione:4876499071_ef1d8f2ca1_z

Se l’ idea di realizzare una coperta diversa dal solito vi attira, sulla sua pagina Raverly ne trovate altre a cui ispirarv, una più bella dell’altra.

Lavorate con lana e ferri grossi possono diventare anche dei tappeti o scendiletto, e con filati diversi tipo juta, corda, ecc. anche dei tappetini per esterno. Insomma, la fantasia in certi casi non ha limiti!

 

I pattern sono tutti gratuiti, qualcuno anche in italiano, ma la designer chiede in cambio una donazione ad un ente benefico da lei sostenuto: the Children’s Liver Disease Foundation

 

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Asciugamani

Ed ecco l’ultimo nato, viola e arancione spento. Solito punto che rende la consistenza simile al tessuto, morbido ma sostenuto.

viola-arancio

puntoEd eccoli qui tutti e tre, quello verde e grigio realizzato con resti di cotone:

tre

Belli vero?

 

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Strofinacci

Ed ecco cosa ho realizzato con il cotone avanzato postato in precedenza:

strofinaccio1

un bellissimo strofinaccio, o asciugamano che dir si voglia. Con un punto divertente e veloce da realizzare. Sembra più difficile di quanto in realtà sia, una volta presa la mano sono partita come un treno e in tre giorni l’ho finito.

strofinaccio2

Questo è in due colori, bordeaux e grigio, un gomitolo circa per colore. Poi con il grigio ho eseguito un giro di punto gambero sui due lati lunghi, mentre in alto ho terminato con un prolungamento per formare l’asola per poterlo appendere.

Ora ne ho già iniziato un altro, un po’ più piccolo perché ho meno cotone da finire, ma i due colori mi piacciono molto. E a voi?

verde-grigio

Se volete copiarli, trovate le istruzioni (solo in inglese però) nel sito di Purl Bee, tra l’altro appena rinnovato. Questo il link da seguire.

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Con i resti di vari colori

Cosa mai si potrà mai fare con questi piccoli resti di cotone?

rimanenze

Sono pochi, lo so, ma per questo mi tenta la sfida. Mi sono sempre piaciute le sfide, mettermi alla prova, vedere cosa la mia fantasia riesce ad elaborare e le mie mani a creare.
Come queste salviette, per esempio:

E questa

Con una bella saponetta o una crema per le mani come regalo, saranno perfette per confezionare piccoli pensieri per Natale.